Cesare Biratoni - Cardelli & Fontana arte contemporanea - Cardelli e Fontana arte contemporanea

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Cesare Biratoni - Cardelli & Fontana (foto L. Scarabelli)
Cesare Biratoni
Cesare Biratoni (Barcellona (E), 1969) vive e lavora a Busto Arsizio.
Nel mio lavoro non faccio differenza tra collage e pittura, tra un disegno e una fotografia ritagliata, ritoccata e poi rimontata. Spesso sono uno la conseguenza dell’altro. La combinazione di carte diverse, che siano ritagli fotografici o meno, si traduce il più delle volte in una scelta di tipo pittorico, come nell’accostamento di un colore caldo e uno freddo.
La differenza tra la mia pratica artistica e il crash test è che lo scontro nella pittura non si risolve con una diagnosi definitiva. Le tensioni nel mio lavoro impiegano moltissimo tempo prima di trovare una risposta che abbia una parvenza di soluzione.  C’è un tema legato alla sedimentazione, alla ripetizione quotidiana dello sguardo che si posa sulla superficie dell’opera e che inevitabilmente rimette tutto in discussione. È come se la materia, una volta concluso il lavoro, continuasse a muoversi (a scontrarsi) con un ritmo molto più rallentato rispetto alla moviola del filmato: un movimento sotterraneo, quasi impercettibile. Un giorno sembra che tutto sia fermo e che finalmente si sia cristallizzato in un’immagine stabile e ragionevole… sorprendentemente bella; il giorno successivo tutta quella sicurezza viene investita da una luce diversa, più obliqua, meno costante, troppo asciutta. Questa successione di impressioni o diagnosi può continuare a lungo, a volte anni; credo siano dovute anche alla permanenza di certe opere all’interno dello studio. È come se lo statuto di “opera” fosse legato alla possibilità del dipinto di essere oggetto di sguardi altrui;  sguardi che non conoscono il senso di distruzione operata all’inizio di quel processo creativo. Per questo motivo, e cioè per compensare lo sfascio (il crash), utilizzo i soggetti della storia: Il pittore e la modella, le bagnanti, o il pittore e basta, mi sforzo di adagiarli, di posarli su superfici il più possibile risolte, piatte, ritagliate; ma che sono il risultato non concluso di una serie di scontri che ancora risuonano sotto la superficie del lavoro.


Cesare Biratoni (Barcellona (E), 1969) lives and works in Busto Arsizio (Va).
I make no difference in my work between collage and painting, or between a drawing and a photograph which has been cut out, retouched and then reassembled.  Often one is the consequence of the other.  The combination of different types of paper, whether they are photographic cuttings or not, is the result of a painterly choice  like putting a warm colour next to a cool one.
The difference between my artistic practice and  The Crash Test is that the confrontation that occurs in  painting is not resolved with a definitive diagnosis. It takes a very long time to find an answer to the tensions in my work that has some semblance of a solution. There is a theme related to sedimentation , to the daily repetition of resting one’s gaze on the surface of the work which inevitably calls everything into question. It’s as if, once the work is finished, the material continues to move (to collide)  at a much slower pace with respect to the slow motion of the film. It’s an underground movement, almost imperceptible . One day everything seems to be still and finally crystallised into a stable and reasonable image…..which is surprisingly beautiful ; the next day all that certainty is shown up in a different light, one which is more oblique, less constant, too dry. This succession of impressions or diagnosis can go on for a long time, sometimes even years. I believe these are due to the permanence of certain works within the studio. It’s as if the status of a “work of art”  were tied to the possibility that that painting may be looked at by somebody else who will look without knowing of the destruction wrought at the beginning of that creative process. For this reason, to  compensate for the break up (the Crash) I use subjects from art history; the painter and the model, the bathers or just the painter, I try to lay them down on  surfaces which are as far as possible resolved, flat, cut out. But they remain the unfinished result of a series of clashes that continue to resonate below the surface of the work.

MOSTRE IN GALLERIA
CRASH TEST, 2021
Bagnanti, 2015
olio su carta, cm 57x38
Bagnanti, 2015
olio su carta, cm 57x38
Natura morta di foto, 2020
olio su tela, cm 20x25
Natura morta di foto, 2020
olio su tela, cm 20x25
Natura morta di foto, 2020
olio su tavola, cm 25x20
Pittore, 2019
tecnica mista e collage su carta, cm 33,7x21,6
Testa, 2020
tecnica mista e collage su carta, cm 29,7x21
Pittore, 2021
tecnica mista e collage su carta, cm 24x16,5
Pittore, 2021
tecnica mista e collage su carta, cm 21x14
Pittore, 2018
tecnica mista e collage su carta, cm 59x37


Cesare BIratoni è nato a Barcellona nel 1969, vive e lavora a Busto Arsizio.

Ultime mostre personali
“Esercizio per cinque dita”, Libreria Potlatch, Milano (2021); “A prova di conflitto d’interessi”, Surplace art space (2019), Varese; KCC artist run space, Castello Cabiaglio (VA) (2018); “Il battito delle ali”, Dimora Artica, Milano (2017).

Ultime mostre collettive
"Crash test", Cardelli & Fontana, Sarzana (SP) (2022); “A3”, AF contemporary, Bologna (2018); “Il pittore e la modella”, ASSAB-ONE, Milano (2017); “NOPLACE 3- 49° premio Suzzara”, Galleria del Premio Suzzara, Suzzara (MN) (2016); “O pinto e a modelo, o corpo che olha”, Galeria Má Arte, Aveiro, Portogallo (2016); “Il nocciolo della questione” Museo Bodini, Gemonio (Varese); “White album”, Surplace art space, Varese (2015).



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